METALINSIDE.IT (IT)
Autor: Mungi
Oramai è risaputo,i nuovi talenti musicali odierni provengono per la maggior parte dall’est europeo.
Questi cinque ragazzi polacchi vanno così ad aggiungersi alla schiera di giovani promesse dell’est europa come Negra Bunget, Mechanical Poet e Hate,proposti al pubblico italiano dalla sempre attentissima Aural Music,che sembra davvero non sbagliare nemmeno un colpo discografico.
Da segnalare innanzitutto lo splendido artwork del disco,che ripropone le atmosfere circensi e glaciali che troveremo all’interno del disco.
Descrivere a parole la proposta musicale del gruppo è pressoché impossibile, infatti,stando alla definizione stessa del gruppo,ci troviamo di fronte ad un vero e proprio “metal circus”,all’interno del quale si mescolano in maniera assolutamente perfetta elementi prog,gothic,neoclassici ed estremi, atti a creare un vero e proprio quadro musicale assolutamente suggestivo e sognante.
Il primo termine di paragone sono senza ombra di dubbio i seminali e compianti Arcturus,dei quali gli Eternal Deformity si candidano ad incontrastati eredi.
Si viaggia così all’interno del circo congelato,introdotto dall’intro “Retrospection”,che fa da apripista per la successiva “The force of your heart”, vera e propria sintesi perfetta della proposta musicale del gruppo,nella quale si incrociano perfettamente growl,scream,cori gotici,voci pulite,intermezzi sinfonici e continui cambi di ritmo,per un pezzo che lascia davvero a bocca aperta.
Il livello qualitativo di tutti i pezzi dell’album è davvero altissimo, si passa dalla toccante “Little 15”,ricca di pathos esecutivo, alle melodie circensi di “Crime”, le suadenti voci femminili di “Unholy divine”,fino a giungere alla conclusiva “Lovelorn”,a mio avviso il pezzo migliore del disco,con dei meravigliosi inserti classici di violino e pianoforte che non fanno altro che confermare la grandezza del gruppo.
Il disco uscirà nei negozi intorno all’inizio di Marzo,ma è già acquistabile sul mailorder della Aural Music ad un ottimo prezzo,per un disco che entra nel lettore per non uscirne più.
L’unico difetto del disco,a voler essere pignoli,sta nella non eccessiva durata,che si assesta intorno ai 43 minuti,ma,si sa,tutte le cose belle prima o poi finiscono.
Un disco quindi che non posso far altro che consigliare a tutti coloro che ascoltano sonorità particolari,oltre che a tutti i fedelissimi degli Arcturus,dei quali abbiamo trovato finalmente gli eredi.











