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Autor: Fabrizio Garau
Quindici anni d’esistenza, qualche album alle spalle poco considerato, poi la possibilità di raggiungere più persone con Frozen Circus, pubblicato da code666. Abbiamo cercato di capire insieme agli Eternal Deformity perché questa sembra proprio essere la famosa volta buona.
Il vostro moniker e il vostro logo ci dicono che avete iniziato col metal estremo. Siete ancora estremi, ma in maniera diversa. Com’è cambiato il vostro sound?
Abbiamo iniziato come doom metal band, ma la nostra musica si è evoluta nel corso degli anni. Difficile classificarla assegnandole un unico genere. Lo stile “progressive” degli Eternal Deformity è il risultato di ampi interessi musicali. Non ci siamo mai auto-confinati nell’heavy metal. Perciò puoi trovare facilmente diversi stili in tutti gli album degli Eternal Deformity.
Avete iniziato nel 1993. Avete la stessa formazione? Chi ha fondato gli Eternal Deformity? Chi scrive le canzoni? E i testi?
La band è stata fondata da Aro e Ryba. I componenti della band sono cambiati un paio di volte. A partire dall’album The Serpent Design sono rimasti gli stessi. Le canzoni sono composte da tutta la band e i testi li scrive Kofi.
Sfortunatamente ho sentito solo Frozen Circus, ma – girando per internet – ho trovato molte recensioni positive di The Serpent Design, un’autoproduzione. Secondo voi, perché nessuna etichetta l’ha voluto pubblicare?
Un’etichetta polacca voleva pubblicare quell’album. Però l’offerta non era sufficientemente valida. Così abbiamo deciso di autoprodurci. Difficile dire perché l’album abbia creato solo un po’ d’interesse. Direi che è dovuto al fatto che Serpent Design è uscito in un periodo in cui c’erano specifici trend nella scena metal.
Il vostro album è pubblicato dalla code666/Aural Music. Come siete entrati in contatto? Percepite somiglianze tra voi e band come i Wormfood o i Mechanical Poet?
Abbiamo mandato i nostri dischi a tante label in Polonia e in Europa. I responsi erano molto buoni e un po’ di etichette importanti si sono interessate. Code666 ha fatto l’offerta migliore.
Beh, noi abbiamo a che fare col cosiddetto avant-garde metal, perciò penso che tu possa trovare alcune somiglianze tra gli Eternal Deformity e i Wormfood, per esempio.
Potete essere semplici e immediati, come in “Little 15” o in “So Silent”, e potete essere più complessi e progressive, come in Lovelorn. Avete cercato un equilibrio tra parti facili e difficili, o avete seguito l’istinto?
Cerchiamo di essere spontanei, non pensiamo al fatto che un momento sia progressive, semplice, tagliente e così via… Pensiamo a mostrare le nostre emozioni e a vestirle col sound appropriato.
La vostra versione di “Little 15” è una killer song. Perché le band metal sono così innamorate dei Depeche Mode? Perché avete scelto “Little 15” tra le moltissime canzoni dei Depeche? Per il link con la musica classica?
Si è trattato di una pura coincidenza. Durante una delle prove della band, Kilo (synths) ha suonato un frammento di “Little 15”, e noi ce ne siamo subito innamorati. Com’è venuto fuori dopo, questo numero si è incorporato perfettamente in Frozen Circus.
La vostra musica e l’immaginario circense mi ricordano gli Arcturus. Conoscete questa band?
Sì, la conosco. Si tratta di una delle nostre band preferite! La loro musica ci ha ispirato per un po’ di tempo.
Quando i miei amici punk sentono roba progressive rock o metal, dicono “è solo circo”, perché fare l’acrobata con gli strumenti non fa di te un artista. D’altro canto, gli Arcturus utilizzano l’immagine del circo per descrivere un mondo musicale dove ti devi sempre aspettare l’inaspettato. Che cos’è il circo per gli Eternal Deformity?
Il circo degli Eternal Deformity è costituito da cinque uomini pazzi che si sono uniti per creare musica e esprimere loro stessi… è il nostro circo. E, come nel caso degli Arcturus, è difficile prevedere che cosa accadrà, perciò si può dire che abbiamo qualcosa in comune con loro…
Mi piace molto la voce di Kofi. Kofi, puoi fare il nome di qualcuno che ti ha influenzato?
Kofi: Ho preso ispirazione da diversi cantanti. Il mio preferito in ambito heavy metal – e non ho alcun dubbio nell’indicarlo – è Mikael Åkerfeldt degli Opeth. Il modo in cui alterna voce pulita e pop al growling è uno dei migliori di sempre. Mi piace moltissimo anche il modo nel quale canta Garm degli Ulver. Ogni volta che ho a che fare con i suoi dischi non riesco a smettere di chiedermi come si sia immaginato quelle incredibili (e atipiche) soluzioni vocali. Chi ancora? I Depeche Mode: Dave Gahan, Martin Gore e, nel passato, Alan Wider. Quei ragazzi sanno come fare le armoniche. Simen dei Dimmu Borgir, Ihsahn degli Emperor e molti altri…
Oggi i fan metal possono sentire un’infinità di band molto diverse, dai Sunn o))) ai Dream Theater, dai Gamma Ray ai Rammstein. Sembra che ogni possibile combinazione sia stata trovata. Avete detto che il vostro credo artistico è “ricerca continua e superamento delle barriere”, ma avete mai avuto la sensazione che sia già stato detto tutto prima?
Smyczek: È vero che tutto è già stato detto prima, ma secondo me c’è sempre un po’ di spazio per qualcosa di nuovo. Per questo noi supereremo le barriere e non ci fermeremo nella ricerca di nuovi orizzonti.
Ci sono piani per suonare dal vivo?
Amiamo suonare dal vivo e il contatto diretto coi fan. Al momento, sfortunatamente, non abbiamo piani. Speriamo che la code666 ci aiuti con la promozione, trovandoci anche potenziali concerti. Vi terremo informati.











